Salve e bentornati su “Il Quadernino” con un tema particolare, che prima o poi ogni libero professionista o freelancer si trova ad affrontare, ovvero il rapporto con il cliente. Ma cosa fare quando il cliente in questione è particolarmente assillante?

Lavorando per se stessi, senza capi, ci si trova nella posizione di poter scegliere con chi collaborare e accettare i lavori in base alle nostre possibilità, ma questo significa anche che si deve pensare alla relazione con il cliente, comunicando spesso con esso per concordare tempi, obiettivi e non solo. Ma questo significa che, lavorando per conto nostro e tramite il web, dobbiamo essere a disposizione 24 h su 24, 7 giorni su 7?

Stretta di mano professionale

Assolutamente no. Un cliente che contatta un freelancer tramite un sito web, spesso crede che questo sia a sua disposizione a suo piacimento, solo perché non deve recarsi in un luogo fisico con un orario fisso di apertura. Per fortuna non tutti sono così e la maggior parte delle persone che si incontrano sono professionali e competenti, ma a volte si più incappare in qualche “approfittatore”.

La strategia migliore quando si capisce di aver a che fare con un cliente “troppo invasivo” è quella di mettere subito le cose in chiaro. Vi consiglio di chiarire il prima possibile, dato che se lasciate correre troppo tempo questa persona potrebbe abituarsi al “trattamento di favore” e pretendere sempre di più. Spesso queste persone non sono nemmeno in cattiva fede, ma soltanto inesperte di come funziona lavorare con un freelancer.

Io ho avuto proprio pochi giorni fa un caso simile. Sto lavorando a un progetto come programmatore e per i primi due giorni sono stata tartassata di messaggi e richieste sul proseguimento del lavoro. All’inizio “sono stata al gioco”, anche perché all’ inizio di un lavoro ci può stare che magari qualcuno voglia avere conferma della professionalità del collaboratore scelto, ma dopo giorni che rispondevo e inviavo pagine aggiornate di codice ho dovuto chiarire che per certe cose ci vuole tempo e non potevo stare tutto il giorno a conferire solo con lui, anche perché spesso ho anche altre commissioni da finire. Come dicevo prima, mantenendo le buone maniere ho spiegato al cliente che la collaborazione così non poteva funzionare e quindi ci siamo accordati per aggiornamenti ogni due giorni, aprendo un blocco note online dove possiamo scrivere i nostri appunti, o punti da completare, senza l’obbligo di dover rispondere ogni ora a un messaggio, così ora posso lavorare in tranquillità e senza pressioni al mio incarico.

Il consiglio che vi posso dare, quindi, è quello di non cedere sempre alle richieste dei vostri clienti, perché a volte, per poca esperienza o mala fede, potrebbero approfittarsi del vostro tempo e professionalità.

A voi è mai capitato di avere a che fare con un cliente difficile? Come vi siete comportati? Se avete voglia di raccontare la vostra esperienza, sarò ben lieta di leggerla e come sempre vi invito al prossimo aggiornamento de “Il Quadernino”.

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