Dopo alcuni mesi di discussione, ieri il parlamento europeo ha votato a favore della legge europea sul diritto d’autore e con essa anche il controverso articolo 17, prima chiamato articolo 13. Ciao a tutti e bentornati su “il Quadernino” che continua a raccontarvi il percorso della legge sul copyright che abbiamo iniziato a trattare qualche mese fa, e se ve lo siete persi e volete recuperarvi il primo articolo, vi lascio il link qui.

Qualche mese fa, il parlamento europeo ha iniziato a discutere per creare una legge che proteggesse il diritto d’autore nel mondo del web, e fino a qui niente di strano, anzi il concetto è alquanto condivisibile. Ma allora cos’è che crea tanto scalpore?

Unione Europea Il fulcro della legge, il cosiddetto articolo 17, impone alle piattaforme che condividono contenuti, come Facebook o YouTube, di creare una intelligenza artificiale o algoritmo che controlli tutti i contenuti prima che vengano pubblicati, in modo da evitare di pubblicare contenuti coperti da copyright. Ma anche qui pare che non ci sia niente di strano, se non fosse che gli algoritmi possono essere fallaci, e magari non riconoscono la differenza tra un meme o una parodia, che sono contenuti ammessi dalla legge, e un video preso da un programma e ricaricato su YouTube, cosa che invece viola la legge sul diritto d’autore. Questo potrebbe potrebbe portare dunque a una censura totale per non rischiare di incorrere in sanzioni, dato che in caso di violazione, sarebbero le piattaforme stesse ad essere responsabili e non i singoli utenti.

Questo voto favorevole è stato visto come una vittoria soprattutto per l’editoria, dato che non si potranno più condividere stralci di articoli senza pagare un contributo ai proprietari dei diritti del contenuto, ovvero la cosiddetta “link tax”. Come previsto, il mondo dell’editoria crede che questa misura possa portare nuova vita ai giornali online e simili, mentre il resto del mondo web pensa che ciò potrebbe portare a limitare considerevolmente l’attività di piattaforme come Google News, a discapito ovviamente dell’utente finale.

Testo stampatoQuesto è riassunto della legge sul diritto d’autore, o meglio degli articoli più controversi (ovvero 11 e 17), molto in breve giusto per fare un riassunto di quello che succederà nei prossimi anni. La legge ormai è stata approvata e i vari stati dell’Unione avranno un paio d’anni per aggiornare la propria legislatura nazione in modo da adeguasi alla direttiva europea.

È vero che alcuni contenuti che a noi piacciono tanto sono esclusi dalla normativa, come ad esempio parodie o recensioni, ma la realtà è che se un algoritmo controllerà il contenuto, spesso non lo riconoscerà e questo causerà una censura quasi totale di vari contenuti. Ovviamente questa è una supposizione, ma senza un controllo umano, come potrà un algoritmo capire un contenuto? Infondo su YouTube abbiamo un sistema molto simile a quello che si vuole introdurre con la nuova normativa europea, e credo che ormai tutti sappiamo come è finita, con contenuti che vengono oscurati o demonetizzati senza alcun motivo apparente. Per fare un altro esempio, qualche tempo fa la foto di una pasticceria fu censurata dall’algoritmo di Facebook perché conteneva della crema che somigliava a sangue, almeno per l’algoritmo.

Ma voi che ne pensate? Siamo d’avanti alla fine di internet come la conosciamo? Fatemi sapere nei commenti cosa credete che succederà, e se siete d’accordo o meno con la normativa europea. Io vi ringrazio di essere arrivati fino a qui e vi invito al prossimo aggiornamento de “il Quadernino”.

2 commenti

  1. Quando lavoravo come redattore presso una nota Casa editrice avevo quotidianamente a che fare con i controlli automatici sulle connessioni a Internet: un gran disastro. Per fare solo un paio di esempi, fui costretto a rinunciare all’idea di usare il pc aziendale per dare un’occhiata al sito della Society for Music Analysis perché nella relativa url era a quel tempo presente la stringa “anal” (oggi vi si accede con una url diversa), cosicché per ottenere le informazioni che mi interessavano dovetti usare il computer di casa. Lo stesso capitò quando cercavo dati relativi al castello di Anversa, chiamato Het Steen (La Pietra), perché non era possibile sondare il web in cerca di persone o cose nel cui nome fosse compresa la stringa “teen”. In compenso, la volta che in ufficio usai il motore di ricerca di Google per ottenere informazioni sulla capitale della Lorena vidi il monitor riempirsi di immagini di giovani donne poco o nulla vestite, che evidentemente si chiamavano o si facevano chiamare Nancy 😀
    Non ho idea di quello che potrà succedere adesso, ma la nuova normativa europea mi pare una gran cavolata – chiedo scusa per il francesismo.
    Ciao!

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    1. Prima di tutto grazie per il commento, esattamente quello di cui si ha “paura” è che un sistema automatico censuri quello che non dovrebbe essere censurato solo perché non è ancora in grado di entrare nel merito del contenuto. Credo che siamo tutti a favore della protezione del diritto d’autore il problema di questa normativa è il come. I tuoi esempi calzano a pennello. Ma ormai dopo il voto di ieri i paesi membri dovranno adeguarsi, quindi staremo a vedere cosa succederà.

      Piace a 1 persona

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