Abbiamo già parlato della nuova normativa europea sul diritto d’autore e su cosa il testo contiene e quali sono le misure che esso impone, ma questo cosa significa per noi utenti finali del web? Ciao a tutti e bentornati su “il Quadernino” che continua a parlare della nuova direttiva europea sul copyright, ma questa volta vorrei fare un discorso meno “formale” e trattare lo scenario che potrebbe venire a crearsi nei prossimi anni.

In Italia la discussione su questo tema é passata un pò troppo in secondo piano, e sembra che gli unici a trattare il discorso siano stati i diretti interessati, ovvero i creatori di contenuti, o creators. Ma questa normativa riguarda solo loro. Se vi siete persi l’articolo che parla nello specifico della normativa, potete ritrovarlo qui. Ora voglio esprimere un mio pensiero sulla normativa e spiegare il perché non sono del tutto d’accordo.

l'unione europea distrugge internet?
Nessuno mette in dubbio che il diritto d’autore vada rispettato e tutelato, ed é condivisibile anche il fatto di iniziare a controllare i giganti del web che operano ogni giorno con i nostri dati e non solo. In merito a quest’ultimo aspetto mi viene sempre in mente una frase di Caparezza ” La rete non é Che Guevara anche se si finge tale”, che credo che rappresenti al meglio la realtà del mondo odierno. Spesso questi colossi vengono visti come i “buoni” che permettono di esprimere il proprio pensiero in modo libero e, diamo a Cesare quello che é di Cesare, spesso é così, ma non dobbiamo dimenticarci che anche loro mettono in atto misure di censura, condivisibili o no per gli standard moderni, ma lo fanno. Senza contare che queste aziende hanno un livello contrattuale molto elevato e quando si trovano a fare braccio di ferro con i singoli stati spesso ne escono vincitori. Messa in questo modo, potrebbe fare quasi piacere che un organo come l’Unione Europea abbia iniziato a dare dei limiti, o per lo meno a tentare, per tutelare i propri cittadini. Ma é davvero questo, quello di cui stiamo parlando?

In questo caso però, sembra che l’organo europeo abbia invece voluto dare un contentino alle varie testate giornalistiche, che lamentavano il fatto che spesso i loro articoli vengono riportati su siti di notizie, come potrebbero essere un Google News o un Apple Notizie, e che quindi, secondo loro, questo scoraggerebbe gli utenti dal pagare degli abbonamenti per leggere i suddetti articoli. Che sia questo o meno il motivo per cui l’Unione Europea abbia iniziato a discuterne, resta il fatto che ora ci troviamo d’avanti a una nuova era per Internet. Ma come cambierà il web?

Articolo 17: necessariamente negativo?Prima di tutto, credo che questa sia la fine definitiva o quasi dei siti di streaming pirati. Il diritto d’autore va tutelato e non é giusto usufruire gratis di contenuti a cui persone hanno lavorato duramente. Purtroppo in Italia in problema é più grave che in altri paesi. Io vivo in Germania e vi assicuro che un tedesco neanche ci pensa a vedere il streaming un prodotto pirata ( e non sto scherzando, ho avuto colleghi che parlano a bassa voce di questo argomento per non farsi sentire). Come già detto prima, la tutela del copyright é sacrosanta, ma come verrà messa in atto? Secondo la normativa dovrebbe essere fatto in modo automatico da un algoritmo o intelligenza artificiale, ma questo a mio modesto parere potrebbe portare a censurare contenuti che non vengono presi in considerazione dalla normativa, come recensioni, meme e parodie. Il mio dubbio é, come può un algoritmo capire la differenza tra una parodia e una scena di una serie, ad esempio, ricaricata semplicemente su un sito? Terzo fattore. In caso di violazione, sarebbero le piattaforme stesse ad avere la responsabilità e non l’utente che ha caricato il contenuto coperto da copyright, e questo potrebbe portare a una censura preventiva da parte delle piattaforme di contenuti “controversi”, ovvero al limite della normativa, per non rischiare di imbattersi in sanzioni.

Per concludere, non sono totalmente in disaccordo con la normativa, anzi credo che iniziare ad aprire un dibattito a livello normativo sui contenuti e l’uso di internet potrebbe portare dei benefici all’utente finale, il problema di questa normativa é che, secondo me, é stata fatta frettolosamente e senza avere una vera e approfondita conoscenza dell’argomento. Diciamo che il pensiero era giusto, e la messa in pratica che sembra inverosimile, per vari motivi. Ma voi che ne pensate? Come vedete internet tra 5/10 anni? Lo so che questo articolo é alquanto lungo, ma l’argomento trattato non é dei più semplici e ho cercato di sintetizzare il più possibile. Io vi ringrazio di essere arrivati fino alla fine, vi invito a condividere o a commentare questo post se vi é piaciuto e ci vediamo a un prossimo aggiornamento de “il Quadernino”.

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