Se avete iniziato a pensare a una carriera da indipendenti sicuramente vi siete prefissati degli obiettivi. Anche io ho pianificato gli obiettivi da raggiungere per iniziare ad avviare la mia carriera da freelance e uno di questi era l’acquisizione di un cliente fisso. Cosa intendo per cliente fisso? In pratica un rapporto di lavoro continuo a tempo indeterminato e finalmente un paio di settimane fa ho raggiunto questo primo traguardo. Ciao a tutti e bentornati su “il Quadernino” che vuole riflettere sull’importanza di celebrare in modo adeguato il raggiungimento dei propri propositi.

La differenza tra freelance e impiegato

Abbiamo già parlato dell’importanza della pianificazione dei propri obiettivi e dell’analisi regolare dei nostri risultati, per capire cosa sta andando bene e cosa invece é da cambiare. Ma cosa fare quando finalmente arriviamo a mettere la spunta sul primo obiettivo? Devo ammettere che é una bella soddisfazione, dopo mesi di lavoro, arrivare finalmente a vedere dei risultati, ma non ci si deve fermare. Non si può dormire sugli allori, ma bisogna sempre essere pronti a reinventarsi, a provare cose nuove e continuare a seguire il proprio piano per continuare a crescere e arrivare ai prossimi obiettivi.

Ma se si ha un rapporto di lavoro continuativo, qual’é la differenza da un normale contratto di lavoro? Bhé la risposta é molto semplice, la libertà. Per libertà intendo la possibilità di poter gestirmi il mio lavoro, il non dovermi recarmi in un ufficio, il poter lavorare semplicemente tramite il mio iPad anche da un café, non dover sottostare a una sveglia (con tutto che anche senza sveglia di solito per massimo le 8 sono in piedi) e il fatto di avere un rapporto di parità con il mio cliente. Credo che tutti questi aspetti vadano presi in considerazione quando si parla di freelance. So che molti che hanno degli uffici propri, ma bene o male tutti si possono gestire il proprio lavoro. Oltre a questi aspetti se ne aggiunge un altro, ovvero la messa in pratica delle nostre passioni, il poter lavorare con quello che ci piace, oltre al riconoscimento del nostro lavoro.

Proprio su questo ultimo punto, quanti di voi hanno lavorato in un ufficio dove magari il vostro capo vi chiama e vi dice “hey ottimo lavoro, ma io so che puoi fare meglio”, senza magari spiegarti o darti dei consigli su cosa e come migliorare. Io ho avuto questa esperienza, e sinceramente non mi é piaciuta, ma come ho già raccontato in questo blog, ho avuto anche l’esperienza di un cliente che ti fa i complimenti per un lavoro ben fatto. Quindi se devo scegliere, meglio la seconda.

Volevo condividere con voi questo piccolo successo e mi piacerebbe sapere cosa ne pensate? Cosa avete fatto voi quando avete raggiunto il vostro primo obiettivo? E cosa ne pensate invece del lavoro “normale” da ufficio? Commentate nella sezione qui sotto, io vi ringrazio per aver letto e vi aspetto al prossimo aggiornamento de “il Quadernino”.

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