Chi parla a tutti non parla a nessuno. Questa è la frase che racchiude in se tutto in senso della targettizazione del proprio pubblico. Trovare il proprio target serve anche a dare una direzione al proprio blog. Ciao a tutti e bentornati su “il Quadernino” con uno degli argomenti più ostici ai principianti, ovvero la creazione del proprio target.

Perché trovare un target

Per capire meglio perché si ha bisogno di un target di riferimento, forse è meglio fare un esempio pratico. Prendiamo due blog con due argomenti diversi, uno personale che parla di com’è la vita da madre e l’altro che parla di viaggi. Due blog per argomenti e soprattutto pubblico davvero differenti. Il primo parlerà a un pubblico di mamme e userà dei toni family friendly, l’altro invece di rivolgerà a un pubblico incentrato sui giovani adulti e se troverà difficoltà durante il suo viaggio, potrebbe lasciarsi sfuggire qualche parola un po’ più forte, soprattutto magari in un vlog video live.

La targettizzazione del proprio pubblico, serve anche per ottimizzare al meglio una possibile pubblicità. Cosa significa? Prendiamo ad esempio Facebook Ads. Questa funzione di Facebook permette di mettere in rilievo un contenuto (dietro pagamento), facendolo apparire nei feed di persone anche che non conosciamo. Oltre a ciò, possiamo scegliere il gruppo di persone, o target, a cui farlo visualizzare in base agli interessi, al sesso, all’età, alla residenza, al lavoro, ecc… Se riusciamo a far visualizzare il nostro contenuto alle persone giuste, l’ efficacia di questo aumenterà notevolmente. Ad esempio per pubblicizzare il mio blog, sceglierò come pubblico target persone che lavorano o sono interessate a lavorare come freelance, in questo modo ho quasi la certezza che le persone che cliccheranno sul mio contenuto saranno di più, rispetto invece a se scegliessi come gruppo, persone che si interessano al giardinaggio. Nel secondo caso qualcuno potrebbe essere incuriosito dal contenuto, ma non saranno interessati come invece chi si interessa al mondo del lavoro online. Lo strumento di Facebook Ads è molto interessante e può dare davvero molte soddisfazioni, ma non ne parlerò ora. Se l’argomento vi interessa, non esitate a farmelo sapere nei commenti.

Ma ora passiamo a un po’ di pratica. Come faccio a definire il mio target? Ci sono 3 modi per iniziare a capire a quale tipo di pubblico ci si vuole rivolgere.

Come trovare il proprio target

1. Metodo del mocassino. Un modo “professionale” per dire di mettersi nei panni del proprio pubblico. Per capire il proprio pubblico bisogna rispondere alle seguenti domande: cosa cercano? Quali sono i loro problemi o i loro bisogni di lettore? Oltre a queste domande si può andare oltre chiedendosi come eravamo noi all’inizio, cosa cercavamo nel web e cercare di selezionare come target un pubblico interessato a degli argomenti “che vuole imparare”.

2. Metodo Avatar. Come suggerire il nome, consiste nel creare un utente tipo dovrebbe essere usato come “utente zero” per avere un’idea del tipo di pubblico che si vuole raggiungere. Ad esempio scrivo un blog di cucina per principianti e il mio utente tipo e una ragazza dell’età di circa 20-25 che inizia a vivere da sola e ha bisogno di ricette semplici e che richiedono poco tempo perché magari deve incastrare la cucina con lo studio e le lezioni. Partendo da questa descrizione del mio utente tipo, posso capire qual è il mio target.

3. Metodo del non adatto. Dal nome che ho dato a questo metodo, non si capisce molto bene cosa si intenda, ma in effetti è il più facile da spiegare. Si parte dal tutti a si eliminano piano piano tutti gli utenti che si ritengono poco o per niente adatti. Ripartiamo dal blog di cucina per principianti e partiamo dal tutti nel gruppo. Poi, visto che il blog è rivolto a principianti, togliamo magari persone che potrebbero comunque già aver sviluppato esperienza durante la propria vita, quindi abbassiamo la soglia di età. Poi togliamo dal nostro target, tutti quelli che magari hanno a disposizione tempo e risorse per frequentare corsi o vedere tutorial lunghissimi, o magari chi non ha passione o voglia di imparare, e così via, fino ad arrivare al nostro “utente zero”.

Lo so che non è facile, soprattutto all’inizio, capire e mettere in atto il concetto di pubblico target, ma fidatevi che non il tempo ve ne rendete conto da soli. Sono anche consapevole che per certi argomenti il target è qualcosa che va al di là delle semplici domande sul sesso e le generalità e si deve quindi scavare a fondo per trovare il pubblico giusto. L’importante è iniziare a provare e magari aggiustare il tiro in corsa a seconda dei feedback che ricevete dal vostro pubblico.

Oggi il mio post è particolarmente lungo e vi ringrazio di essere arrivati fin qui. Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate e se volete potete scrivermelo qui sotto nella sezione commenti, io nel frattempo vi invito al prossimo aggiornamento de “il Quadernino”.

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