Vi ho già raccontanti di come adesso abbia trovato un lavoro che potrei definire quasi perfetto per me, ma comunque non rinuncio al mio obiettivo di mettermi in proprio. Ciao a tutti e bentornati su “Il Quadernino” con la mia riflessione sul perché diventare freelance è preferibile al lavoro dipendente.

Perché diventare freelance

Molti di voi staranno già pensando che ho qualcosa che non va, se penso di rinunciare a un lavoro stabile con uno stipendio decente, e io vi potrei rispondere semplicemente che mi sono stufata di svegliarmi sempre alla stessa ora, seguire una routine mattutina per poi uscire e andare in un posto di lavoro (che per quanto gradevole) è sempre un posto in cui devo andare per lavorare. Non fraintendetemi, non sono una di quelle persone che la domenica dorme fino al pomeriggio, anzi di solito anche durante il weekend sono sveglia sempre prima delle 7, quindi il mio non è un discorso di pigrizia.

Le ragioni sono più profonde del perché diventare freelance sia così importante per me, sono quasi ideologiche, e le vorrei raccogliere in una piccola lista:

1. CAPO DI TE STESSO. Ho già fatto esperienza come freelance e quando il tuo unico “capo” è il cliente, significa che puoi lavorare come vuoi l’importante è che il lavoro venga fatto bene e nelle scadenze.

2. IO GESTISCO IL MIO TEMPO. Dovendo giostrarmi tra un lavoro normale e gli ordini da freelance ovviamente capita che debba lavorare fino alle ore piccole, ma resta il fatto che ho una lista di cose da fare e mi posso gestire il tempo a modo mio e magari anche fumando la mia sigaretta elettronica mente lavoro.

3. SODDISFAZIONI. Rispetto a un lavoro “normale” in cui si viene ripagati solo con lo stipendio, il lavoro da freelance prevede un contatto diretto con il cliente che spesso esprime feedback sul lavoro appena svolto. Trovo molto appagante i commenti entusiasti sulle mie prestazioni. Ovviamente non tutti saranno super soddisfatti e si deve imparare ad accettare le critiche per migliorare. È l’altro lato della medaglia.

4. LAVORO COME VOGLIO IO. Quest’aspetto racchiude un po’ tutti gli altri, dato che si tratta sempre di lavorare secondo i propri ritmi ed esigenze. Come accennavo prima, a casa, alla mia scrivania posso lavorare fumando o magari bevendo una birra il sabato pomeriggio o meglio ancora posso far girare il mio drago barbuto sulla scrivania.

Come credo abbiate capito, per me lavorare da freelance significa lavorare in piena libertà. È vero che diventare freelance porta anche altre preoccupazioni, come le entrate troppo basse, una scadenza che si ha paura di non rispettare, clienti impossibili, ma questi aspetti si imparano a gestire soprattutto con il tempo.

Questi sono i motivi che secondo me spingono qualcuno (parlo soprattutto per me) a voler lavorare autonomamente. Voi che ne pensate? Lavorare anche voi da casa o siete ancora legati a un posto fisso? Raccontatemi le vostre esperienze o considerazioni nella sezione commenti qui sotto e vi invito al prossimo aggiornamento de “Il Quadernino”.

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