Spesso non si pensa di quanto la politica modifichi e influisca sulla nostra vita, e in questo anche nella vita lavorativa. Ciao a tutti e bentornati su “Il Quadernino” con un argomento che forse interessa ad alcuni di voi, ovvero che fine farà la flat tax per le partite IVA?

Flat tax e freelancer

L’anno scorso il governo giallo-verde ha varato un provvedimento finanziario che andava a colpire le partite iva, la cosiddetta flat tax, o se preferite all’italiana tassa piatta. La flat tax doveva essere applicata a tutti gradualmente, e per iniziare si è scelto di “provare” sui reggimi forfettari, ovvero i liberi professionisti o freelance. Molti lavoratori autonomi hanno trovato vantaggioso passare a questo regime con un aliquota sola e questa agevolazione ha portato anche ad un aumento delle registrazioni di partite iva, e quindi lavoratori freelance, in Italia.

Effettivamente per quei professionisti che non hanno detrazioni (per con il regime della flat tax non è possibile calcolare delle detrazioni) le imposte da pagare sono state quasi la metà. Il vantaggio sull’imposta, con il sistema della tassa piatta, aumenta se aumenta anche il reddito dichiarato, fino a un tetto limite di 75.000€, oltre cui non è più possibile usufruire della flat tax.

E questo è un po’ quello che sappiamo ora della flat tax, ma con il cambio di colore del governo arrivano le incognite. Il governo giallo-rosso è composto anche dal partito democratico, PD, che non vede di buon occhio la flat tax, in quanto una tassa con un’aliquota uguale per tutti è ingiusta nonché incostituzionale, dato che collide con il principio di proporzionalità delle imposte scritto nella costituzione, secondo cui se hai di più paghi di più (giustamente aggiungerei). E quindi cosa succederà per i lavoratori freelance?

Questa è una delle grandi incognite che lo schianto del governo giallo-verde ci ha lasciato. Non c’è dubbio che molti abbiano trovato un vantaggio con questo sistema di flat tax, ma è anche vero che secondo alcuni, alcuni lavoratori dipendenti siano stati “licenziati” per poi essere assunti come lavoratori freelance. Chi ha ragione? Dovrebbe continuare il regime della tassa piatta? Pensate sia vantaggioso? Fatemi sapere la vostra opinione sull’argomento e vi invito al prossimo aggiornamento de “Il Quadernino”.

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