Spesso per gli aspiranti freelance non hanno orari oppure rinunciano ad un’uscita con gli amici per finire un lavoro. Ciao a tutti e bentornati su “Il Quadernino” con una riflessione sui ritmi di lavoro di un freelance, sopratutto alle prime armi.

Il freelance non ti appartiene

La settimana scorse mi è capitata una cosa che mi ha dato particolarmente fastidio, per i modi con cui è stata condotta. Si parla di un sabato pomeriggio particolare, dato che stavamo organizzando la festa di compleanno della mia nipotina di 2 anni. Ovviamente non ho pensato al cellulare, che per forza di cose, non ho controllato come faccio di solito. Appena ho la possibilità di controllare le notifiche, noto una notifica di Fiverr arrivata da circa un ora.

Il messaggio era “cerco un freelance veloce e affidabile per un lavoro da virtual assistant”. Mi prendo qualche minuto per rispondere, ma della persona che mi aveva contattato non si hanno più notizie. Che il freelance veloce doveva essere veloce anche nel rispondere? Questo episodio, per quanto banale, mi ha dato da riflettere: ma davvero chi contatta un freelance il sabato pomeriggio si aspetta che questo risponda immediatamente? Questa “prerogativa” vale per tutti coloro che consideriamo freelance o solo per quelli che vengono contattati su internet e spesso pagati anche a prezzi miseri?

Capiamoci. So che si devono fare, per così dire, dei sacrifici se si vuole avviare una carriera in questo modo, ma a volte non si rischia di esagerare? Magari è solo ignoranza, nel senso che non conoscono o fanno finta di non sapere, da parte di coloro che contattano i freelance, ma poi ci sono casi di persone con cui ti metti d’accordo su tutto e al momento di parlare di soldi, questi spariscano. Personalmente credo che molti vedano la figura del freelance online come un tipo che lavorerebbe a qualunque costo e a qualunque ora del giorno.

Dopo quasi un anno ho iniziato a collezionare le mie esperienze, sia negative che positive, e sto iniziando a pensare che alcune volte sia meglio allontanare persone che non si rendono conto o che non apprezzano il lavoro altrui, perché si rischia di perdere un sacco di tempo con persone incompetenti che ti pagano anche una miseria.

Questa è la mia esperienza, ma fatemi sapere voi che ne pensate e se avete vissuto esperienze simili. Io vi ringrazio per aver letto fin qui e vi invito al prossimo aggiornamento de “Il Quadernino”.

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