Non odiate anche voi le persone, che pur di dire “no, guarda non è quello che sto cercando” preferiscono sparire? Ciao a tutti e bentornati su “Il Quadernino” che oggi vi racconta la propria esperienza con “i clienti che spariscono”.

Rifiuto o silenzio del cliente

Probabilmente questo discorso non si limita al solo ambito lavorativo, e sicuramente non è il caso in cui procura più fastidi. Mi capita spesso che clienti, o presunti tali, mi chiedano un preventivo e poi ti lasciano così, con un preventivo e nient’altro. Nessun messaggio, nessuna reazione, nemmeno per dire “prenderò in considerazione la tua offerta” o simili. Nel frattempo rimango in una specie di limbo e non so come programmare le giornate future e se devo seriamente prendere in considerazione certe offerte.

Nel frattempo si crea questo clima di attesa, misto anche a un po’ di speranza nei tempi “magri”, che mi lascia con quella sensazione ( aggiungerei orribile ) di dimenticanza, come se avessi qualcosa da fare ma che non posso completare. Forse io sono anche un po’ esagerata, però quando ricevi una bella offerte e il presunto cliente all’improvviso non si fa più sentire, dà un po’ fastidio. Questa attesa che si propaga per giorni, credo sia supportata da esperienze di clienti che poi si fanno risentire dopo qualche giorno. Capisco quando le conversazioni avvengono magari il venerdì e il cliente non si fa risentire fino al lunedì ( che effettivamente ci può stare ), ma quando avviene nel mezzo della settimana, inizio ad essere assalita dai dubbi e le domande: cosa ha fatto cambiare idea a un cliente che, prima mi contatta, e poi mi dà picche? Prezzo troppo alto? Deadline troppo lontana per il cliente? Offerta, da parte mia, poco “appetitosa”? Cliente semplicemente maleducato?

Sono una persona che crede che rifiuti e fallimenti servano anche per migliorarsi e capire i propri limiti, ma cosa ci faccio con un silenzio? Un limbo in cui non sai cosa fare, come procedere. Dovrei scrivere io per sapere se è ancora interessato?

Forse è un problema solo mio, ma personalmente preferirei ricevere un risposta tipo “ci penserò“, “valuterò“, “non so, nel caso ti ricontatto” al semplice silenzio, almeno in questo modo si è chiusa, per così dire, una conversazione e nel caso se ne riapre un’altra.

Ma fatemi sapere voi cosa ne pensate e non abbiate paura a dirmi che sono io esagerata (dato che probabilmente è così). Io vi ringrazio per aver letto fin qui, lasciate un commento se vi va, e vi invito al prossimo aggiornamento de “Il Quadernino”.

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