Torniamo a parlare di videogiochi e ancora sul titolo più discusso del periodo, ovvero Death Stranding e del suo rapporto con la pubblicità. Ciao a tutti e bentornati su “Il Quadernino” con un argomento che non a tutti piace: la pubblicità.

Death Stranding e pubblicità

Da videogiocatrice ho notato spesso vari tipi di pubblicità all’interno di vari titoli, spesso su cartelloni pubblicitari nelle città o cose simili, ma Death Stranding mi è rimasto impresso anche per questo: un uso intelligente ed efficace delle pubblicità. Mi ci sono ritrovata a riflettere dopo un piccolo episodio di vita quotidiana. Nel videogioco per riprendere vigore (per i non addetti, quando il personaggio si stanca e quindi bisogna dargli integratori o farlo riposare per tornare in forze) si possono utilizzare delle lattine di energy drink, e nello specifico energy drink della marca Monster. Le lattine sono messe in bella vista nella propria stanza privata (un luogo in cui ci si può riposare, salvare, controllare attrezzatura, ecc…) ma non danno fastidio dato che sono integrate perfettamente nel gameplay: il personaggio beve una lattina di Monster per riprendere vigore – non dà fastidio come pubblicità. Ed è qui che entra in gioco il vero potere della pubblicità. Il mio ragazzo e io consumiamo a volte energy drink e mentre lui preferisce la classica red bull io ho sempre preferito alcuni gusti della Monster, tranne diciamo il gusto classico. Sapendo questa cosa non ci si stupirebbe di trovare sul mio tavolino una lattina di Monster, se non fosse appunto che si tratta di una lattina di quelle classiche, ovvero quelle nere con la scritta Monster in verde, guarda caso come quelle che il personaggio di Death Stranding beve. Chiedo spiegazioni, incuriosita dall’accaduto, e il mio ragazzo mi risponde ” non so avevo voglia di queste”. Solo dopo un paio di secondi aggiunge “ehi, come quelle che beve Sam”.

Questo è un esempio di come la pubblicità funziona, di come ci influenzi nelle nostre scelte e, se fatta bene, siamo quasi contenti di cambiare le nostre abitudini e non ci rendiamo nemmeno conto dell’influenza ricevuta. Ma qui sorge un altro problema: la pubblicità può essere dannosa? Beh, si e no. Una pubblicità selvaggia è troppo insistente può far perdere interesse in un prodotto, che sia il prodotto stesso o il contenitore delle pubblicità (basti pensare ai siti internet, che se presentano troppi banner pubblicitari rischiano di far allontanare il proprio pubblico). Ma senza pubblicità non potremmo usufruire di prodotti e servizi gratuiti come YouTube, Facebook & Co. Se ci pensate bene servizi come Netflix e Amazon Prime Video sono a pagamento ma vi permettono di usufruire di serie e film senza interruzioni pubblicitarie, così come YouTube Premium vi permette di continuare a guardare video senza le ADV nei video.

Ma voi cosa ne pensate? Credete che la pubblicità sia sempre buona o cattiva? Fatemi sapere cosa ne pensate nella sezione commenti qui sotto e vi invito al prossimo aggiornamento de “Il Quadernino”.

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