In questo blog parliamo molto del mettersi in gioco, di provare a seguire le proprie attitudini e di mettersi sempre alla prova; ma come funziona dal punto di vista fiscale? Ciao a tutti e bentornati su “Il Quadernino” con un’informazione tecnica, anzi fiscale, su quando aprire la partita IVA.

Freelance e partita iva

Il regime fiscale viene incontro a noi “aspiranti freelance” perché non è molto rigido. Infatti è possibile iniziare a lavorare sia online che offline senza dover aprire una partita IVA, ma semplicemente provando a vedere come va. Credo che molti non rischino anche per paura di aver a che fare con il fisco o di incappare in beghe legali, ma tranquilli. Il regime fiscale italiani prevede che per guadagni annui sotto i 5000€ non bisogni avere per forza la partita IVA. Superata quella cifra annua ci si deve iniziare a pensare. Sarebbe bello partire e avere da subito guadagni fissi, stabili e anche così alti, ma purtroppo la realtà è un’altra e in questo caso il fisco ci viene in contro.

Ma i nostri vantaggi non finiscono qui. Molte piattaforme di Crowdsourcing sono nei nostri paesi, quelli che vengono definiti sostituti di imposta. Cos’è un sostituto di imposta? Praticamente quando ci facciamo pagare tramite questi siti, paghiamo delle imposte. Su Fiverr, ad esempio, se mi faccio pagare 20 ricevo effettivamente 18.5. Questo perché una parte è il pagamento per il sito, per farla breve, e il resto invece serve per pagare le tasse nei paesi di origine degli utenti, in modo che questi possano svolgere le loro attività senza incappare in problemi fiscali. Pratico no?! Stessa cosa magari per un commerciante o un artigiano che vuole provare a vendere i propri prodotti su Amazon. Infatti Amazon permette di vendere i propri prodotti sulla piattaforma, senza dover avere la partita IVA, se non si supera un certo numero di ordini giornalieri. Superato questo numero, si diventa dei veri e propri commercianti e quindi si ha bisogno “di mettersi in regola” con il fisco e con le imposte.

Per farla breve, se avevate paura di iniziare per via del fisco, adesso non avete più scuse (in senso buono) per non provare a seguire l’idea di diventare imprenditori di voi stessi, partendo da internet per vedere se ne siete in grado. Quando poi i guadagni e i clienti inizieranno a crescere e a essere più stabili, potete pensare alla partita IVA e a essere in tutto e per tutti indipendenti.

Fatemi sapere cosa ne pensate e se volete approfondire l’argomento Amazon, per quanto riguarda la vendita di prodotti artigianali. Io vi ringrazio per aver letto fin qui e vi invito al prossimo aggiornamento de “Il Quadernino”.

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