Ho detto più volte che sono un’appassionata di videogiochi e spesso mi è stata ripetuta la fatidica frase “ma smettila di perdere tempo e fai qualcosa di serio” (che poi essendo una ragazza, vi lascio solo immaginare gli effetti del pregiudizio che i videogiochi sono roba da maschi). Ciao e bentornati su “Il Quadernino” con un tema spesso sottovalutato o addirittura denigrato: i videogiochi.

Videogiochi

Ho questa passione da quando sono piccola e ne ho sentite davvero tante, pregiudizi, informazioni sbagliate e spesso anche molta ignoranza accompagnata da una sana dose di convinzioni personali aggravate dall’ostinazione di non voler ascoltare e cambiare idea. Eh si, perché i videogiochi sono visti come il male assoluto, l’oggetto che fa allontanare i ragazzi dalla realtà e ne compromette l’intelligenza. Non sono stati rari i casi di persone che non avevano problemi a dire che i videogiochi “rincretiniscono” dopo aver ascoltato che io ci gioco praticamente da sempre. Ecco questo post è per voi, per tutti quelli che sono convinti che chi gioca ai videogiochi sia una persona dall’intelletto inferiore.

Partiamo da una premessa, non tutti i videogiochi sono uguali e sono veramente pochi i capolavori; ma questo non significa che non abbiano niente da offrire. Prendete un ragazzo a caso lì fuori che abbia giocato ad Assassins’s Creed e chiedetegli di raccontarvi il rinascimento. Dato che non siamo stupidi e sappiamo dividere fantasia e realtà, questo ti racconterà la trama del secondo titolo della saga, omettendo la parte “inventata” per il gioco. Sono convinta che pochi conoscano la storia dei Borgia, beh noi videogiocatori la conosciamo. Questo è un esempio, anche un po’ esasperato, di come alcuni videogiochi possono aiutare a far rimanere impressi fatti storici. In qualche scuola avevano anche deciso di utilizzare Imperium, il gioco di strategia basato sulla storia romana, per aiutare i ragazzi a comprendere meglio la società romana.

Ma non ci sono solo videogiochi storici, chi di voi conosce The Sims? Il gioco di simulazione di vita? Beh, io mi sono affacciata alla grafica e al mondo del lavoro online creando vestiti per il secondo capitolo del videogioco. Se non avessi creato il mio primo vestito in paint e capito che questo programma aveva dei limiti, probabilmente non avrei mai pensato di imparare a utilizzare un programma di grafica. E l’inglese invece? Molti videogiocatori possono confermare che le community online per i videogiochi sono internazionali e quindi si comunica in inglese. E questi sono solo alcuni aspetti di crescita personale che ho avuto videogiocando.

Senza contare il mondo che si è creato attorno ai videogiochi. I concept artist, gli animatori, gli sceneggiatori, i programmatori e andando avanti così, anche attori e registi, tutti professionisti che lavorano per consegnare prodotti di qualità ed è anche per queste persone che quando si parla di videogiochi, e non avete mai toccato un controller, forse dovreste avere un po’ di umiltà perché non sapete cosa si cela davvero dietro a un videogioco.

Scusatemi lo sfogo, ma credo che prossimi al 2020 dobbiamo iniziare a cambiare mentalità, a svecchiarci, rispetto a molti argomenti e i videogiochi sono uno di questi. Avete avuto anche voi esperienze con i “bigotti” dei videogiochi o eravate uno di questi? Sono davvero molto curiosa e non vedo l’ora di leggere i commenti, nel frattempo vi invito al prossimo aggiornamento de “Il Quadernino”.

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