Il web offre molte piattaforme per offrire i propri servizi freelance, ma cosa rende una meglio delle altre? Ciao a tutti e bentornati su “Il Quadernino” con un’introduzione generale alle piattaforme per freelance e sulla possibilità di dover pagare per candidarsi.

Sto iniziando a provare nuove piattaforme di freelance oltre a Fiverr (ne ho già parlato e vi lascio il link qui se non sapete cos’è) per allargare il mio bacino di possibili clienti e quindi aumentare le mie entrate, sperando di riuscire a guadagnare qualche cliente fisso. Una cosa mi è balzata subito all’occhio: in molte di queste piattaforme si hanno dei crediti (che ovviamente una volta finiti bisogna acquistare) che danno la possibilità di candidarsi a delle offerte di lavoro. In pratica, se vuoi candidarti a un’offerta devi usare i tuoi crediti e sperare che questa venga accettata per poterne poi acquistare di altri e proporsi ad altre offerte. In poche parole si deve pagare per candidarsi.

Capisco il punto di vista di queste piattaforme che utilizzando questo modello vogliono tenere alla larga i ciarlatani o chi non ha veramente le competenze necessarie, ma d’altro canto il processo di selezione del cliente non serve proprio a quello?! Pagare per candidarsi è come se dovessimo pagare ogni volta che mandiamo un curriculum (che alla fine è quello che si fa anche in questi siti). Questo tipo di sistema ti costringe anche a candidarsi per offerte dove si è sicuri almeno al 90% di essere presi: ad esempio su queste piattaforme ci penserò 2 volte a candidarmi come copywriter per blog o contenuti web anche se ne sono perfettamente capace. Questo non è una potenziale perdita per me, ma probabilmente anche per il cliente che non può avere varietà nelle candidature.

Anche se non mi piacciono particolarmente queste piattaforme in cui si deve pagare per candidarsi le sto provando e forse con una di queste sto avendo anche un discreto successo; queste cose si devono dire per onestà intellettuale anche se poi, come vedrete dai prossimi post, queste non sono piattaforme adatte a tutti: ma ne parliamo un’altra volta.

Siete mai incappati in una di queste piattaforme? Pensate anche voi che si tratti di un sistema in cui si deve “pagare per candidarsi” o invece pensate che sia più sensato un sistema del genere invece di uno “tutti dentro”? Fatemi sapere che ne pensate e vi invito al prossimo aggiornamento de “Il Quadernino”.

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