Oggi inizia l’ultima parte dell’ultima stagione di una serie storica di Netflix “BoJack Horseman”, serie divenuta una delle più importanti della piattaforma. Ciao a tutti e bentornati su “Il Quadernino” con il mio addio personale a una delle mie serie preferite, se non la preferita.

Per i pochi che non conoscessero BoJack Horseman, è una serie Netflix, ormai alla sua sesta stagione, che racconta la storia di un cavallo umanizzato, divenuto famoso negli anni ‘90 con una sitcom e che nel presente non riesce a trovare il suo posto tra le grandi star di Hollywoo (non è un errore di battitura e chi conosce la serie ha già intuito il riferimento). Bojack e gli altri personaggi, tra cui soprattutto quella che inizia a essere la sua Gostwriter Diane e che finisce con il diventare la sua migliore amica, si ritrovano a dover subire dei cambiamenti, legati anche e soprattutto al cambiamento della società.

Ma perché parlo di rivoluzione digitale? Nella Holliwoo moderna cambia il modo di fare notizia, di come le star comunicano con i loro fan e cambia anche il modo di fare film (sempre più attenti al political correct, ad esempio). Ma Bojack Horseman non è solo questo, è un viaggio profondo nella natura umana e soprattutto nella parte più oscura della nostra anima, quella che ha desideri e ambizioni che spesso non riusciamo a raggiungere. Per chi non conoscesse Bojack Horseman, consiglio vivamente questa serie e non fatevi ingannare da alcuni personaggi con sembianze animali, umanizzate. Bojack non è assolutamente una serie per bambini.

Ma allontaniamoci un attimo da Bojack Horseman come serie e parliamo di Bojack Horseman come prodotto. Prodotto di una piattaforma digitale che ha contribuito al concetto di streaming e di fruizione dei contenuti sempre, ovunque e soprattutto quando vogliamo. Vi ricordate quando dovevate leggere la guida tv per vedere se il vostro film preferito sarebbe stato trasmesso? O quando avevi degli impegni e ti dovevi perdere una puntata della tua serie preferita sperando in una replica? La rivoluzione digitale ci ha liberato da questa pratica, dandoci quello di cui abbiamo bisogno quando abbiamo bisogno.

Ma questo non vale solo per le serie tv. Ricordo ancora di quando usciva un nuovo videogioco e tu correvi in un centro commerciale sperando che non fosse tutto esaurito: ora invece vado nella sezione dedicata della mia PlayStation e scarico il gioco comodamente dal mio divano senza corse o file per pagare. E non finisce qui: la più grande rivoluzione digitale degli ultimi tempi è sicuramente Amazon. Ti serve qualcosa? Vedi su Amazon! Hai letto che il tuo autore preferito ha scritto un nuovo libro? Pre-ordinalo su Amazon. Devi fare i regali di Natale o di compleanno? Ecco che apriamo la app di Amazon. La nostra vita è talmente cambiata negli ultimi anni, che a malapena ci siamo resi conto che la rivoluzione digitale è entrata di fatto nelle nostre vite e ha cambiato le nostre abitudini – e non ha ancora finito.

Eh si, perché la rivoluzione digitale è tutt’ora in corso e sta cambiando anche e soprattutto il mondo del lavoro. E voglio anche rassicurare i catastrofisti (e fidatevi ne ho incontrati molti) che hanno paura di perdere il lavoro: nella storia il saldo tra posti di lavoro con vecchie competenze e quelli con nuove è sempre stato positivo, questo significa che probabilmente alcuni lavori spariranno ma ne nasceranno sicuramente di nuovi. Bisogna solo adattarsi. In fondo negli anni ‘70 dicevano la stessa cosa per i computer e adesso non possiamo farne a meno. L’unico consiglio che posso darvi è quello di iniziare a pensare al vostro posto durante la rivoluzione digitale.

Come Bojack Horseman deve adeguarsi alla Holliwoo moderna e al nuovo mondo degli attori di serie tv, anche noi dobbiamo imparare ad adeguarci, a non avere pregiudizi per il nuovo e a iniziare a pensare “cosa so fare? Quali sono le mie competenze uniche? Cosa posso offrire?”.

Fatemi sapere cosa ne pensate, sia per quanto riguarda Bojack e sia in merito alla rivoluzione digitale: vi siete già adattati a fare tutto con il vostro smartphone o preferite ancora i vecchi metodi? Raccontatemi le vostre esperienze nella casella commenti qui sotto e io vi invito al prossimo aggiornamento de “il Quadernino”.

1 Comment

  1. Ciao. Ho superato i 50 anni, alcune cose le faccio alla vecchia maniera per abitudine, ma l’evoluzione digitale mi fa molto comodo: organizzo viaggi, pago bollette, acquisto ebook, leggo giornali e compilo il registro online. Una gran comodità

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.