Ricordo ancora quando decisi di intraprendere la carriera online; nessuno (a parte gli addetti ai lavori) mi credeva -“ma non è un vero lavoro”. Ciao a tutti e bentornati su “il Quadernino” con una piccola analisi sul mondo del lavoro che ritroveremo dopo questa situazione di emergenza.

Come dicevamo nelle volte precedenti, in molti stanno scoprendo il mondo online, e-commerce, ordinazioni tramite app e soprattutto quello che ormai viene chiamato “Smart Working”, ovvero il lavoro online.

Cambiamento mondo del lavoro

Sempre in più persone si stanno rendendo conto che un mondo del lavoro digitalizzato può portare innumerevoli vantaggi: riduzione dei costi di trasporto, più tempo libero, meno stress e, per gli ambientalisti, meno inquinamento. Sono sicura che non mancheranno gli amanti della pausa caffè con i colleghi, ma anche questi devono ammettere che svegliarsi magari un ora dopo, perché non si ha bisogno di prendere un treno o altro, è comodo.

I altri paesi ci si stava già preparando all’eventualità di preferire l’Home Office al lavoro tradizionale, dato che secondo le ricerca, questo renderebbe anche i lavoratori più produttivi – “un lavoratore felice è un lavoratore produttivo” sembra essere il concetto prevalente nel mondo del lavoro dei prossimi anni.

Purtroppo le reti di comunicazione in Italia hanno sempre sofferto della poca digitalizzazione e questo comporta anche un farraginosità a livello burocratico; diciamoci la verità – a quanto pare noi italiani non amiamo il digitale e questo si può notare dalla lentezza con cui alcuni servizi, prettamente online, arrivino o si affermino dai noi largo ritardo. Ricordo ancora di quando, pochi anni fa, non ci si fidava a dare il numero di carta ad Amazon (perché non si sa mai che ci fanno). Purtroppo questo comporta anche una poca digitalizzazione del mondo del lavoro, anche a livello pubblico. Stando alle stime, i dipendenti pubblici non possono lavorare da casa perché mancano i laptop per lo Smart Working; in un paese digitalizzato questo dovrebbe essere lo standard minimo, mentre invece da noi è un problema fondamentale.

Speriamo che il virus porti una ventata di digitalizzazione nel nostro mondo del lavoro; questa speranza potrebbe farci superare più facilmente questo periodo di quarantena. Ma voi siete d’accordo con questa digitalizzazione? State iniziando a vederne gli effetti? Fatemi sapere cosa ne pensate e vi invito al prossimo aggiornamento de “il Quadernino”.

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