Ho sempre trovato interessante la comunicazione usata per creare notizie false e spesso mi stupisco di come le persone possano credere a correlazioni causa-effetto che non esistono. Ciao a tutti e bentornati su “il Quadernino” con un altro articolo a tema fake news.

Sono sempre stata colpita da come i no-vax credano ciecamente a sedicenti medici che gli raccontano di fantomatici studi, di come i terrapiattisti si ostinino a credere che oltre le “mura di ghiaccio” si cada giu dalla terra nonostante gli altri pianeti siano rotondi; ma le fake news che sto leggendo in questo periodo sulla correlazione 5G-coronavirus mi lascia davvero sgomenta. Qui parliamo di fake news complottiste a cui purtroppo molti credono creando un senso di irrequietezza nella società.

Salvataggio fake news

Notizia di qualche giorno fa, la decisione di YouTube di rimuovere tutti i video che vanno contro le direttive dell’OMS per cercare di bloccare la marea di fake news che invade social e web; ma è abbastanza? Purtroppo le notizie false non si fermano ai “complottisti” ma si diffondo anche in ambito politico e in Italia lo sappiamo bene, dato che abbiamo molte forze politiche che usano fake news a non finire ai fini della campagna elettorale (e a differenza di Conte non faccio nomi e cognomi).

Le fake news stanno rovinando in questo senso anche il dibattito politico e rischiano di compromettere seriamente le elezioni nei vari paesi. Credo che tutti ricordiate dell’elezione di Trump nel 2016, che a quanto pare è stata aiutata da hacker russi che hanno diffuso notizie false sulla Clinton. Ma questo è solo uno degli esempi. In Italia poi ne abbiamo tantissimi, anche molto recenti. Pensiamo al MES. Salvini nell’arco di un paio di settimane, ha pubblicato a giorni alterni che il MES era stato approvato, cercando di attaccare il governo. Ora una persona informata, sa che ciò non è vero, ma non tutti sono dei “malati” che seguono passo passo le vicende politiche (come me, qui devo fare nomi e cognomi) e quindi potrebbero cadere “nella trappola” di quello che urla allo scandalo.

Ma a chi tocca proteggere l’opinione pubblica da questo scempio a chi la dice più grossa? In Italia si è provato a creare delle commissioni a riguardo, in America si fa pressione su Zuckerberg & Google affinché controllino ciò che viene pubblicato sulle loro piattaforme; ma credo sinceramente che questo non serva a molto, anche perché le fake news creano click, che è quello che importa. È talmente importante, che anche le testate giornalistiche, nei loro blog online(e non solo) pubblicano spesso e volentieri notizie false o poco precise.

Non abbiamo bisogno di un supereroe anti fake news per uscirne, abbiamo bisogno di persone sensate che vogliano davvero informare. Finché daremo adito al politico di turno che dice che la Troica in Grecia ha fatto salire il tasso di mortalità dei bambini, non ne usciremo. Ma c’è davvero modo di fermare questa macchina “del falso”? Sinceramente credo che purtroppo complottisti e millantatori ci saranno sempre e l’unico modo per uscirne e quello di sviluppare un senso critico e seguire piccoli accorgimenti (come già parlato in questo articolo) per individuare le notizie davvero affidabili.

Ma fatemi sapere cosa ne pensate; meglio lasciar sparlare tutti sperando nella buona fede degli ascoltatori oppure si deve trovare un modo per fermare al nascere le fake news? Fatemi sapere cosa ne pensate e vi invito al prossimo aggiornamento de “il Quadernino”.

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