Il primo maggio, la festa dei lavoratori, che per molti significa non si va a lavoro e si festeggia il lavoro, ma sappiamo davvero perché festeggiamo in questo giorno? Ciao a tutti e bentornati su “il Quadernino” con un riassunto di come é nata la festa dei lavoratori e perché.

Come indica il nome stesso della festività, si tratta di festeggiare il lavoro, ma in particolare le prime conquiste dal punto di vista dei diritti, come la limitazione dell’orario di lavoro a 8 ore. Eh si, perché prima del 1867 non esistevano leggi che proteggessero i lavoratori e prevenissero il loro sfruttamento. Il primo maggio infatti è la data in cui la legge entrò in vigore per la prima volta in Illinois. Nel resto dell’America e in Europa i lavoratori dovranno aspettare un po’ prima di poter godere dell’orario di lavoro regolamentato.

la festa del primo maggio tra proteste e conquiste

Successivamente il 1 maggio 1886, 19 anni dopo l’approvazione della legge nello stato dell’Illinois, si decise di iniziare una manifestazione a Chicago per estendere la legge sull’orario lavorativo a tutti gli stati americani. La protesta e gli scontri con la polizia furono durissimi e ci furono anche numerose vittime. La protesta finì il 4 maggio ma si decise di mantenere la data del 1 maggio come festività sia per commemorare le vittime della manifestazione e sia per festeggiare uno dei primi diritti concessi ai lavoratori.

Questa é molto in breve un riassunto di come é nata la festività del primo maggio, che é diventata un simbolo, soprattutto per i sindacati, della valorizzazione del lavoratore. Non dobbiamo dimenticarci che i diritti di cui oggi godiamo sono stati conquistati tramite scontri molto duri, a volte anche di natura violenta, come dimostra la manifestazione di Chicago, ed è una lotta che trova inizio con la fondazione del primo partito operaio moderno da parte di Karl Marx nel 1847.

Vorrei personalmente dedicare il primo maggio e la festa dei lavoratori ai rappresentanti delle lotte per i diritti, qualunque essi siano, e ai militanti e alle persone che ogni anno partecipano a manifestazioni.Per concludere il mio piccolo pensiero sul primo maggio, non posso fare altro che augurarvi una buona festa dei lavoratori e invitarvi al prossimo aggiornamento de “il Quadernino”.

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