Grazie all’avvento dei social siamo abituati a condividere tutto: emozioni, pensieri, eventi & tanto altro; ma cosa si intende con il termine sharing economy? Ciao a tutti e bentornati su “il Quadernino” con un argomento che trovo molto affascinante: l’economia collaborativa.

La sharing economy è un tipo di economia che si basa sulla condivisione di beni e servizi con altri utenti del mercato, che potrebbero essere consumatori o business, e influisce su vari ambiti della vita del consumatore. Per andare un po’ più nel pratico possiamo pensare a vari esempi di sharing economy:

Sharing economy
  • Co-Working Space: avete mai sentito parlare di una startup come Workingtogether? No?! Con Workingtogether è possibile affittare anche solo per una giornata degli spazi di lavoro in cui incontrare clienti, lavorare, studiare e tanto altro. Questo è l’ideale per chi non ha un vero e proprio studio, magari perché lavora da casa, e vorrebbe un posto professionale per incontrare i clienti. La piattaforma gestisce affitti, costi, prenotazioni e la persona interessata deve solo scegliere dove e quando. Comodo no?!
  • Mobil-sharing: questo è uno dei settori che più mi affascina perché ho iniziato ad usarlo regolarmente. Si tratta di condividere un auto o altri veicoli, come monopattini e biciclette, con altre persone. Esistono vari tipi di mobil sharing (pensiamo ad Uber), ma quello che preferisco è quello in cui possiamo assicurarci un veicolo parcheggiato per strada, comodamente tramite app, per usarlo e poi parcheggiarlo dove vogliamo quando non ci serve più. Per una coppia giovane, che ad esempio non ha bisogno tutti i giorni dell’auto (come nel mio caso), potrebbe essere più che sufficiente “affittare” un auto per un paio d’ore per fare la spesa o per raggiungere un luogo un po’ più distante. È veramente comodissimo!
  • Home sharing: e si avete letto bene “home”; infatti è possibile affittare la propria casa, una stanza o magari un secondo appartamento semplicemente tramite piattaforme. È questo il caso di AirBnB che permette di mettere in affitto la propria casa, per poco tempo a turisti. Perché è meglio di un affitto “normale”? Niente scartoffie, nessun problema con gli affittuari e la semplicità di poter affittare la propria casa con un click.
  • Freelancing Plattform: anche in questo caso si tratta di una piattaforma di sharing in cui si condivide il proprio lavoro. Proprio come per AirBnB, il guadagno è soprattutto nella gestione del cliente che viene delegata tutta alle piattaforme e il freelancer deve solo pensare a guadagnare.

Potrei andare ancora avanti, parlando di Fashion sharing, ovvero la condivisione di abiti, oppure del money sharing, ovvero il prestito o la raccolta di fondi tramite siti come Kickstarter in cui più persone possono partecipare ad un fondo e ad un’iniziativa. L’economia moderna si sta sempre più rivolgendo a questo tipo di scambi, in cui prestazioni più o meno necessarie vengono condivise per ridurne costi e aumentarne i benefici. Personalmente trovo la sharing economy un campo interessante, molto giovane e dinamico, che offre anche tante possibilità per guadagnare.

Viviamo in un mondo sempre più interconnesso e per questo anche prodotti e servizi stanno diventando sempre più “social”. E voi che ne pensate? Usate o avete già usato uno di questi servizi? Qual è stata la vostra esperienza? Fatemelo sapere nella sezione commenti qui sotto e vi invito al prossimo aggiornamento de “il Quadernino”.

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