La sharing economy offre tantissime possibilità e regala vantaggi sia in tempo di comodità che di risparmio, o a volte anche di vero e proprio guadagno economico. Ciao a tutti e bentornati su “il Quadernino” con un piccola critica al sistema italiano, che fin troppo spesso blocca aziende che potrebbero portare tanti benefici ai cittadini.

Non voglio sembrare per “ani italiana” che è scappata dal paese retrogrado, però devo ammettere che fin troppo spesso si sente parlare di “aziende multinazionali americane e cattive” che vogliono solo evadere e rubare i nostri dati, senza invece riflettere sui costi e benefici che la sharing economy produce.

Sharing economy

Ci sono alcuni politici che qualche tempo fa parlano di vietare l’uso di AirBnB dall’Italia. Non credo che ci sia bisogno di dire che molti cittadini italiani sarebbero in disaccordo. Pensiamo a una famiglia che si ritrova ad avere una seconda casa in un centro storico. Se quella stessa famiglia, invece di affittare la casa per pochi giorni a turisti su AirBnB, dovesse decidere di affittarla “normalmente”. Credo che molti abbiano già avuto esperienze di affittuari molesti, magari che non pagano o addirittura che occupano la casa. Questo senza pensare a tutte le scartoffie da compilare se si vuole essere in regola. Bene con AirBnB non ci sono scartoffie, la registrazione è semplice e gli affittuari spesso sono solo turisti che non rimangono per più di qualche settimana (e pagano in anticipo).

Questo è solo l’esempio di AirBnB; vi ricordate cosa successe quando si parlò di far arrivare in Italia UBER? Quella secondo me fu qualcosa di scandaloso. Si è messo avanti al guadagno e ai benefici del consumatore, il mantenimento dello status da parte dei tassisti, perché questi sapevano di non poter competere con UBER (che ammettiamo è molto più comodo – basta pensare che si può prenotare tramite app).

Non voglio dire che la sharing economy sia la soluzione di tutto e sicuramente il fatto che siano dei mercati non ancora regolamentati del tutto potrebbe provocare qualche problema, ma sicuramente è qualcosa su cui si può lavorare. Trovo solo poco saggio tenere completamente fuori questo tipo di tecnologie usando scuse anche poco credibili: gli anziani non possono abituarsi, facciamo gli interessi delle multinazionali, tolgono posti di lavoro e distruggono il mercato, ecc…

Ma voi cosa ne pensate? Vi piace poter usare servizi semplicemente tramite app o preferite invece i vecchi metodi? Scrivete cosa ne pensate nella sezione commenti qui sotto e vi invito al prossimo aggiornamento “il Quadernino”.

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