Era da tanto che volevo fare una settimana di debunking in cui si sfatano alcuni miti o luoghi comuni riguardanti la vita lavorativa e industriale italiana e finalmente eccoci. Ciao a tutti e bentornati su “ilQuadernino” con il primo mito da sfatare di questa settimana: in Italia il lavoro non c’è.

Il mondo del lavoro italiano è davvero molto difficile e soprattutto strutturato molto male e questa può dare l’impressione che manchi il lavoro; ma è davvero così? Lo so che sembra strano detto da una persone che se n’è andata e vive attualmente in un altro Paese, ma dovete sapere che comunque mantengo contatti con il mondo del lavoro italiano e, anzi, continuo a lavorare regolarmente con clienti italiani e capisco il perché molti credano che il lavoro manchi.

Lavoro in italia

Purtroppo in Italia si è venuta a creare negli anni una situazione che non permette a lavoratori e datori di lavoro di trovarsi, ovvero manca un match tra le capacità dei lavoratori e le necessità dei datori di lavoro. In Italia, stando alle statistiche, ci sono davvero tantissimi posti di lavoro vuoti che non trovano lavoratori adatti perché si tratta di posti di lavoro ad alta specializzazione: ingegneri, tecnici informatici, ricercatori, ecc… Queste sono solo alcune delle figure lavorative ricercatissime in Italia, che o non ci sono o spesso, quei pochi qualificati, trovano più fortuna all’esterno. Quindi come vedete il lavoro c’è ma specializzato. Molti posti vuoti si possono trovare anche nell’artigianato e nel design…due campi che se pensati in modo moderno e digitale sono tra i più all’avanguardia e redditizi.

Secondo punto da prendere in considerazione: la digitalizzazione. Il sistema scolastico italiano è talmente arcaico, senza contare gli altissimi tassi di abbandono, e solo pochissimi studenti hanno le capacità necessarie, anche solo per creare una serie di lettere con Word, e questo ovviamente gioca a sfavore dei nuovi lavoratori. E qui entra in gioco la mia esperienza. Come dicevo prima lavoro regolarmente con clienti italiani che mi chiedono di lavorare per loro come assistente virtuale: ma perché non cercano un assistente che possano vedere in ufficio tutti i giorni? Le persone con cui lavoro sono spesso persone che vivono il mondo digitale e preferiscono la competenza alla “vicinanza”. Ecco quindi il secondo e più grande problema italiano, che si riflette poi in un scarso successo del mondo del lavoro, la poca digitalizzazione. Se anche voi siete in accordo con questo punto e volete migliorare le vostre conoscenze informatiche e digitali, vi consiglio questo articolo in cui vi mostro come acquisire queste conoscenze in maniera totalmente gratuita.

Questi sono solo 2 dei motivi per cui la frase “in lavoro in Italia non c’è” è sbagliata e sarebbe meglio dire “in Italia non ci sono lavoratori qualificati per le necessità del mercato del lavoro”. Ci sarebbero tanti altri motivi, come la scarsa efficienza dei centri per l’impiego, la scarsa flessibilità dei lavoratori, le condizioni di lavoro al limite della schiavitù, ecc…ma secondo me questi sono i punti fondamentali da cui ripartire per avere finalmente un mercato del lavoro che funzioni. Ma voi cosa ne pensate? Siete in accordo con la mia tesi oppure credete che manchi veramente il lavoro in Italia? Cosa significa per voi ciò? Fatemi sapere se questa serie dedicata al debunking vi piace e io vi invito al prossimo aggiornamento de “il Quadernino”.

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